September 30, 2006

Tu chiamale se vuoi, emozioni



Un finestrino, due occhi. Una macchina che va, un cuore, la voglia di sognare.
Oh, e qualcosa fuori dal finestrino, un panorama nella fattispecie.
E sono in pace con me stessa.
La macchina va, la musica è alta, il sole è già basso. Troppo per riuscire a vederlo, mentre la luna si mostra dolce come sempre e le stelle sono coperte. I miei occhi guardano, avidamente risucchiano quello splendore. Lo passano al cuore. Appoggio la fronte al finestrino. È freddo. Sto imparando che anche il deserto è capace di stupire, e quando lo fa, lo fa nel migliore dei modi. Emozionando.

"Io so di non sapere"



Odio l'ignoranza. Perchè rende le persone ignoranti. E perchè dà loro la consapevolezza di sapere tutto. Le rende vuote, stupide. Le rende insopportabilmente presuntuose. E poco tolleranti.
Insomma, una brutta, brutta bestia. Di cui non voglio essere vittima.
Ma non voglio essere vittima nemmeno di persone ignoranti. Non voglio permettere loro di condizionare la mia vita, di rovinarla.
Che fine ha fatto il detto Socratico "io so di non sapere"?
Dimenticavo, in America non studiano filosofia.


CHE SI FOTTA.

September 28, 2006

Stonehenge


Ma perchè qui tutto è più difficile?
Perchè qui ogni piccola cosa viene ingigantita, fino ad assumere le dimensioni di un macigno?
Perchè per me è sempre stato difficile parlare, ma facile lasciare scorrere, perchè è più comodo non affrontare problemi e discussioni. O se l'ho fatto, e l'ho fatto spesso, l'ho fatto nel modo sbagliato. Con presunzione forse, con poca apertura. E ora mi trovo a dover affrontare ogni piccola incomprensione e a doverla risolvere, altrimenti il macigno mi soffoca.
E non con quella presunzione, che presunzione non è. Credo fosse solo paura, che si trasformava in durezza, in schiettezza. Dura. Non scolpita.

September 27, 2006

Muro


Pensavo che è bello avere qualcuno che crede in te. Lontano, vicino. Non importa. Ma ancora meglio è credere in se stessi. Giusto il necessario, non troppo. Penso sia fondamentale essere coscienti dei propri limiti, coscienti di avere dei limiti, consapevolezza senza la quale non si arriverà lontano. Penso sia bello vivere finalmente bene con se stessi. Penso sia bello che lo zio mi consideri come una figlia. Penso che sia ancora più bello il fatto che me lo abbia detto. Penso sia una delle fortune maggiori potersi svegliare, sapendo che imparerai qualcosa di nuovo, migliorerai un pochino. Magari solo un mattoncino. Ma tanti mattoncini fanno un muro. Penso che sia tardi, e sarebbe meglio andare a dormire.

September 26, 2006

Switch



"Fifteen - Low, first serve."
Ricevo, palla nell'altro campo, bene. Risponde.
Cazzo, sono per terra. La caviglia, la sinistra, maledetta.
"Are you all right??"
"Ya, ya, thank you very much". Vado a prendere l'altra pallina.
"Uhm, you know what, I'm not really sure I'm all right..."
Si avvicina, mi siedo per terra. Il campo brucia. Cazzo che male. Mi tolgo la scarpa.
La rimetto, stringo. "Ok, let's go ahead". Continuo, la caviglia fa male. La testa va per i fatti suoi.
No. No. Non ho perso solo perchè ho preso una storta, avanti, gioca.
1-0
2-0
3-0
Cazzo. Allora??
3-1
3-2
4-2
4-3
Dai, cazzo daaaaiii!
5-3
5-4
Hanno tutti finito di giocare. Mi stanno guardando. Lo sento. Lo sento dal silenzio. Ok, sgombra la mente.
Serve lei. "Five - four, first."
Ricevo, ma va fuori.
"Fifteen - low, first."
Vai, io non ho niente da perdere. La squadra tifa per me. "Nice point Camilla, gooooooo!"
Mi viene da sorridere loro, ma mi trattengo. Concentrazione.

"Fifteen all, first"
Mio.
"Fifteen - thirty, first." Mio.
"Fifteen - forty, first." Mio.
Game.
5-5
Si arriva a sette. Pietà, sono esausta.
Altri due games. Cerco di mantenere la concentrazione, di rimanere tranquilla, ma ovviamente non ci riesco.
Ho perso, 7-5.
Ma con immensa soddisfazione.

Delusione





Delusione. Mi chiedo perchè certe volte la vita ci neghi queste piccole soddisfazioni.
Ho passato quasi un'ora di agitazione dietro al mio cucciolo di rullino, cercando di fare tutto alla perfezione, attendendo il risultato finale. E cos'è il risultato finale? Solo 2 foto sono venute, pellicola trasparente. Trasparente.

September 25, 2006

Misty Path

Che stanchezza stamattina. Ho rischiato di non alzarmi, perchè l'ora sull'Ipod è quella italiana, ma in formato americano. Ok, troppo complicato. Riproviamo così. Io mi alzo tutti i giorni alle 6 am, che in Italia sono le 15. Solo che l'Ipod mi dice che sono le 3pm. Ma il “pm”, chi lo vede la mattina?E allora, faccio pipì e torno a nannà, per poi alzarmi come una furia, imprecando. In inglese. Mi precipito giù per le scale, rischiando di ruzzolare giù con assai poca grazia, ma mi ricompongo. Quindi, rigorosamente in pigiama ed infreddolita, verso il caffè, già pronto ed ancora caldo, apro il freezer, prendo una cosiddetta “raspberry pie”, ovviamente congelata, e la metto nel classico tostapane americano, 6 minuti, modalità toast, e torno in camera a vestirmi.
Che bello il classico tostapane americano, fa molto film. E anche la macchina del caffè.
Ad ogni modo. Torno giù, controllo che la mia colazione sia pronta, ma la marmellata all’interno è ancora ghiacciata. Non è pronto. Più tempo. Più tempo. Ok, ma no ne ho così tanto. Torno su, preparo lo zaino, torno giù. La mia “Raspberry Pie” è bruciacchiata. Fa niente, stamattina va così. Buona. Ma meglio se mangiata con il “Blueberry Syrup”. Moooolto calorica. Inizio a mangiare avidamente, non solo perchè sono in ritado. Ovviamente il dannato caffè è ustionante. E che proprietà hanno le bevande ustionanti? Ustionano. Buono a sapersi.
Esco di corsa, ma dimentico la bici. Ok, garage, bici, chiudi garage, accendi l' Ipod mentre esci dalla porta di casa, via. Freddo. Taaanto freddo. E più la velocità aumenta, più l’aria fredda penetra attraverso la maglietta rosa che indosso, e mi fa rabbrividire. Destra, sinistra, destra. E dritti. Per un bel po’.
Arrivo a scuola, trovo chi non vorrei trovare, ma per fortuna arrivano anche gli altri. Li osservo mentre escono dalla caffetteria con il loro vassoio di carta, colmo. Ognuno con la sua camminata, ognuno con la sua espressione. Stanca, assonnata, interessante. Salutano. Chi con un abbraccio, chi con il bacino sulla guancia, chi con un semplice "ciao e comunque basta parlare in italiano!", chi con il saluto da yo yo fratello. E sorrisi. E si mangia. Ogni tanto qualcuno borbotta qualcosa cercando di intraprendere una conversazione, ma il tentativo, seppur apprezzato, non viene raccolto.
Siamo tutti un po' assorti nei nostri più dolci pensieri e ricordi, in attesa che un'acida campanella ci faccia sobbalzare e ci riporti alla realtà. Stiamo ancora dormendo, o sognando. O vivendo.
Suona. Il timbro non è nemmeno lontanamente simile a quello dell’amata campanella che scandisce le mattinate in quel di Via Bellucci.
Classi, una dopo l'altra, da matematica ad Inglese, e si passa da una temperatura più che accettabile ad una polare. Cazzo. E via di corsa su per le scale, verso l’edificio artistico. Artistico nel senso che nell’edificio 6000 ci sono tutte le classi artistiche. Quelle musicali, Drama, Sculture, Photo…Photo appunto, la mia classe- pupillo, che ho trascorso allenandomi ad avvolgere la pellicola nella rotella di metallo. Cosa che andrà fatta dentro ad una sacca, quindi senza vedere. Cosa che non so fare vedendo, ma imparerò sicuramente perché la fotografia è qualcosa di magico. Si fa tutto al buio, ma è tutto un gioco di luci. Dall’inizio, da quando si immortala l’obbiettivo, cercando di cogliere la luce giusta, l’inquadratura giusta. A quando la luce non deve penetrare, altrimenti rovina un sogno. A quando con la luce e il negativo nasce la foto sulla carta. La carta bianca viene immersa nella soluzione di chimica, ed inizia a comparire l’immagine. E si sta sul bordo della vaschetta, pregando che la foto venga bene. Non troppo scura.
O troppo chiara.
Biologia.
Pranzo. Cibo cinese. Mhhh, cibo cinese. Che buono. Lo adoro. Lo sanno tutti. Persino la tizia che lavora alla cafèteria, infatti ormai me ne tiene uno da parte, perchè i bufali del A Lunch vanno matti per la scatolina bianca contenente riso, pollo, ananas e verdure. Diamine che buona. Pesca, 'na pietra.
Eeee, la campana suona. Di corsa in bagno a far pipì, e poi chitarra, altra classe-pupillo. Altra novità ,altro piccolo sogno.
1.38pm. Basket. Controvoglia, ovviamente, dato che siamo in piena preparazione atletica. Controvoglia dato che domani giochiamo una partita di tennis. Stretching, pronte sulla linea per i consueti sessanta campi, ma il Coach ci ferma.
Discorso pre stagione. Discorso classico. Sportivo. Stimolante. Nice speech man!;)E poi, racchetta, un sorso d’acqua e viaaaa verso i campi di tennis. Servizio ladies. Il mio tallone di Achille. Servizio. E il polso ora mia fa un male cane. Sotto il sole. Provo a servire, mi concentro sul movimento, cerco di ricordare cosa mi diceva il mio maestro Sergio durante quelle poche lezioni in cui ho affrontato il servizio.
Ok, i piedi sono messi giusti. Tutto dipende dal lancio della pallina. E poi, movimento, esteso. Quanto mi piace il rumore della racchetta che impatta la pallina.
Pick up the balls, ladies, let's go!Pare sia ora. Si va, si elemosino i passaggi per domani, e via in bici.Gambe dolenti, gola secca, come sempre sono sudata. Stremata. Stonata. Mi avvicino a casa, la musica è al massimo ma riesco a sentire la mia voce.
Sinistra, mi pregusto l'arrivo a scuola e a casa di domani, seduta su una comoda vettura.
Finalmente svolto in Misty Path, riesco a vedere la mia casuccia. C’è il truck nero di papà con l’adesivo dei Raiders. Lascio la bici davanti al garage, entro dalla porta. Nipotini che corrono a salutarmi ed abbracciarmi, corro ad aprire il garage e a mettere a posto la bici.
Computer, compiti. Chitarra. E football. Sissignori, inizia a piacermi il football, forse perchè inizio a capire come funziona. E le cheerleader, insomma, non sono così stupide. E nemmeno così belle. Ci sono delle culone ;)
…Ah, ma lo sapevate che esistono anche i cheerleader uomini???
Quelli si che sono belli!;)
Hugs

September 24, 2006

Caffè

Ecco, lo sapevo, lo sapevo, lo sapevo. Non dovevo bere troppo caffè stamattina. Chiamarla mattina poi è un eufemismo. Erano le 4 del pomeriggio quando ho preso l'ultima delle 4 tazze. Sono pazza. Sono pazza? Ah, sono pazza!

September 23, 2006

Le mie cinque strane abitudini

Regolamento: il partecipante intitola il suo post “Le mie 5 strane abitudini”. Tutti i ‘nominati’ per il gioco sono invitati a scrivere un post sul loro blog a proposito delle loro cinque più strane abitudini riportando anche questo regolamento chiaramente (come fatto qui). Alla fine dovrete scegliere cinque nuove persone da indicare lasciando un commento nei loro blog e invitandoli a leggere il vostro.

1. Ho l'abitudine di finire ogni pasto con qualcosa di dolce;
2. Ho l'abitudine di addormentarmi con la musica, fin da quando il mio papà mi ha regalato il mio primo walkman, evento che risale a 8-10 anni fa;
3. Non riesco a dormire scoperta, il lenzuolo è una sorta di protezione, piuttosto muoio di caldo;
4. Prima di ogni partita che devo giocare sono sempre agitatissima;
5. Ho l'abitudine di chiudermi spesso in camera, buio, musica casuale, pensare e dormire.

Nomino
Giulia
Gufa
Genna
Ire
Paolone

September 20, 2006

Semplicemente



Un post rapido, essenziale, importante.
Un grazie alle persone che mi stanno aiutando ed accompagnando, chi da vicino, chi da lontano, chi dagli States.
Un grazie allo Zio John che mi chiama Sweety. E a M. Mattsson, che mi aiuta a realizzare un sogno.
Un grazie a chi mi incoraggia e a chi l'ha fatto. Un grazie a chi ha permesso tutto ciò.
Buonanotte e... grazie.

Mattina


La mattina è la parte che preferisco. Quiete. Pace.
La mattina è la parte che preferisco. Perchè sono sola con me stessa, e l'unica cosa che mi accompagna è la voglia di iniziare una nuova giornata. Di vivere una nuova giornata.
Di scoprire nuove cose, conoscere nuove parole. Nuova gente.
La mattina è la parte che preferisco.
Mi piace uscire, passando dal garage. Colori mozzafiato. Prendere la bici, musica al massimo, occhiali da sole. Pedalare. Pedalare. E cantare, e pedalare. E cantare, mentre il fiato si fa corto, la gola secca e le gambe pesanti. E il sole si fa strada nel cielo azzurro. Continuare a cantare, e pedalare. Perchè è così che entra in circolo l'adrenalina.
L'adrenalina.

September 19, 2006

Notte


Ho spento la luce. Alzato il volume. Non ho sentito musica.
Solo nostalgia.
Lacrime che non escono. Giacciono dentro. Chissà dove.
Capisco tante cose. Ora. Adesso.

Memories




New York, 3 Agosto 2005
Time Square, euforia. Luci, colori, suoni, macchine, persone. Rispecchia esattamente lo stato interiore che provo. Questa è New York. Gente che si riversa in strada in cerca di chissàcosa. Gli schermi trasmettono immagini che scandiscono i battiti dei nostri cuori. Negozi enormi, auto mai viste, taxi da film.

September 16, 2006

Ghiaccio sul polso destro




Ghiaccio sul polso destro. Sono riuscita a farmi male come i bambini. Anzi peggio.
Non credo che molti di voi possano provare o abbiano provato ciò che sto vivendo io. E parlo di tutto.
Emozioni, difficoltà, novità, incazzature, incomprensioni, differenze, nostalgia. Tutto. E altro ancora.
Non faccio della retorica, ma qui ogni cosa ha un sapore diverso. Sarà la consapevolezza di poter, e soprattutto di voler contare solo sulle mie forze, sulle mie capacità, su me stessa. Anche le piccole cose, soprattutto quelle cui normalmente non si dà alcuna importanza, quelle davvero piccole, minuscole, aiutano a superare poco a poco le proprie paure, timori, timidezze. Ogni piccolo passo suona come una conquista. Personale. Personalissima. E di nuovo, perché qui ci sono io. E io. È un continuo lavoro su se stessi. Lavorare, lavorare, limare, smussare. Forse un po’ cambiare. E anche migliorare. E crescere.
Quasi non me ne accorgo, in fondo lo faccio per sopravvivenza. Per necessità.
Per fortuna nella mi solitudine, non sono sola.
Grazie.

September 11, 2006

Liberty Symphony


Cause it's a bitter sweet symphony that's life...
Try to make ends meet, you're a slave to the money then you die.
I'll take you down the only road I've ever been down...
You know the one that takes you to the places where all the things meet, yeah.

No change, I can change, I can change, I can change,
but I'm here in my mould, I am here in my mould.
But I'm a million different people from one day to the next...
I can't change my mould, no,no,no,no,no,no,no

Well I've never prayed,
But tonight I'm on my knees, yeah.
I need to hear some sounds that recognise the pain in me, yeah.
I let the melody shine, let it cleanse my mind, I feel free now.
But the airwaves are clean and there's nobody singing to me now.

No change, I can change, I can change, I can change,
but I'm here in my mould, I am here in my mould.
And I'm a million different people from one day to the next
I can't change my mould, no,no,no,no,no,no,no

Have you ever been down?
I can change, I can change...

'Cause it's a bittersweet symphony this life.
Trying to make ends meet, try to find somebody then you die.
You know I can change, I can change, I can change,
but I'm here in my mould, I am here in my mould.
And I'm a million different people from one day to the next.
I can't change my mould, no,no,no,no,no,no,no

We've got ya sex and violence melody and silence
Have you ever been down
I'll take you down the only road I've ever been down

Bittersweet Symphony. Mi ricorda qualcosa, qualcuno. Un pullman, diretto a Greenwich Village.
Mi trasmette serenità, libertà. Che bello pedalare in mezzo al deserto, musica al massimo, cantare a squarciagola, intanto non c'è nessuno in giro. Sudata, dopo tre ore di tennis. Stremata dopo tre ore di tennis. Oggi sono felice, tanto.
Domani vediamo.
Grazie Giulia, ti voglio bene.

Doveroso
















Oggi è l'11 settembre 2006. Sono passati 5 anni, da quando l'America intera è stata scossa dai due aerei dirottati sul World Trade Center. Bene, inevitabilmente oggi a scuola la cosa non è stata ignorata. Ora di inglese, terzo periodo. Passa l'avviso. E non tramite bidelle, ma con la radiolina che è in ogni classe. Di solito una squillante voce femminile esordisce con "Goodmorning Silverado Staff and students". Stamattina nessun "goodmorning", nessuna voce femminile. Voce maschile, che ha ricordato il fatto di cinque anni fa, e ha blaterato di accendere la tv presente in ogni classe, perchè avrebbero trasmesso un video, suppongo. Tecnologggici, huh? Ad ogni modo la tv della mia classe di inglese è rotta, ma in compenso abbiamo il maxischermo collegato al computer. La prof ha messo su un video. Tutte testimonianze audio - visive tratte da telecamere amatoriali e non. Non avevo mai visto attentamente quelle immagini. O meglio, avevo visto, ma non guardato. Non voglio essere melodrammatica e patetica, ma ho fatto fatica a trattenermi. Voglio dire, quando vedi gente che si butta da altezze simili piuttosto che morire in altro modo, è pesante. Sono immagini forti, a me personalmente, fanno un certo effetto.
E poi, poi. Poi pensi alle persone che hanno perso qualcuno. A quelli bloccati nelle Torri Gemelle, che consapevoli di non potercela fare, chiamano a casa. Non voglio immaginare come possa essersi sentita la gente che le telefonate le ha ricevute. Poi pensi all'immagine dei due aerei, che squarciano in due le torri. E dopo un po' le torri cadono. E una nube nera avvolge la città. Una nube nera. Nera.

September 10, 2006

Psss


Devo fare pipì. Notte!

September 09, 2006

Sol Do9 Mim

Eccomi. Di nuovo cameretta, buio, e musica. E un computer davanti. Questa è la mia vita. Si, è vero. Sono andata al parco, a fare due tiri a basket. Non sono poi così scarsa. Magari se lavorassi un po' meglio... Stamattina sono andata a comprare la racchetta da tennis. Sono andata con Roxana e Robin. E Martin. Beh. Intanto ho imparato che la gonna qui non la si può mettere. Almeno non le gonne svolazzanti. Perchè? Svolazzano. E non è bello ritrovarsi in mutande davanti a due ragazzi.
No, decisamente non lo è.
Intanto scopro che le paure che mi sono portata dietro le paure che avevo. Quindi le ho ancora. E quindi la differenza è che ora sono sola, non ci sono gli amici, non c'è papà, ci sono io. Chissà che non mi stupisca di me stessa. Mi piacerebbe, qualunque poi sia la conseguenza. In fondo il fine ultimo di questo anno è provare e vivere nuove esperienze. E allora perchè non mi butto?
Paura di farsi male? Posso sempre rialzarmi. Troppo faticoso?
Eh, se ragioniamo così non andiamo proprio da nessuna parte. Rimbocchiamoci le maniche, rischiamo, mettiamoci in gioco una volta tanto. Magari ne vale la pena. Magari. Magari. Magari.

September 08, 2006

Adagio

One, two, three, four; one, two, three, four.... Dleeen, dleen.
Non so perchè ho postato la canzone. Sentivo di farlo, e l'ho fatto. Mi piace sedere per terra, al buio nella mia nuova camera, computer, che emana familiari melodie, in grembo... e scrivere.
Scrivere, una cosa che ho sempre evitato. Non mi sento ferrata, mi sento stupida. Forse lo sono a sentirmici. Al momento l'Adagio di Albinoni sta evocando ricordi. Bei ricordi. Violino. Amo il violino. Sto scrivendo. Non so cosa, non so perchè, ma scrivo. Probabilmente tra cinque minuti un istinto omicida premerà con impeto il tasto CANC e farà sparire questi caratteri, queste lettere che messe insieme suonano male. A me. Oggi è venerdì, e la terza settimana di scuola è finita. Domani si può dormire. Dormire, eh? Ne ho un disperato bisogno. Da lunedì potrò muovermi in bici, il che mi rende molto felice. Avrò un pelo di autonomia in più, il che non dispiace. Ogni mattina dovrò percorrere circa 5 km per raggiungere la mia adorata e adorabile scuola. Ah, e ovviamente altri sempre circa 5 km per tornare a casa. La vedo male, considerando che prima di andare a casa ho un'ora di allenamento a pallacanestro e un'ora e mezza di tennis. Tennis. Il mio braccio, o meglio, la mia spalla duole. Da quanto non prendevo una racchetta da tennis in mano? Bella domanda. Tre anni? Quattro?
Oggi test di matematica, un gran casino. Credo che sia andata malino, ma sarà solo il punto di partenza. Lavorerò. Per la prima volta in vita mia studierò matematica.
L'Adagio di Albinoni non è ancora finito.
Invece di Biologia abbiamo fatto un piccolo lavoro che ci aiuterà a capire e ricordare i complessi nomi che saremo chiamati a studiare, e anche oggi ero nel mio. Tutti prefissi dal latino o greco.
L'Adagio è finito. Il mio greco un po' arrugginito. Mi dispiace. Mi piace il greco. Voglio dire, è amabilmente interessante. Se fatto bene.
Ad ogni modo Mr Herr, il mio professore era esaltatissimo perchè sapevo tutto, e perchè so scrivere e leggere in greco antico. Eheh, tutto fa.
Sto morendo di caldo.
Per fortuna per il fine settimana non abbiamo moltissimi compiti, anche se io ho la doppia razione di inglese, perchè solo oggi ho avuto il libro e devo recuperare. Doppia? Tripla direi, considerando la mia evidente difficoltà a scrivere un testo in lignu inglese. Ma che vuoi fa', ce la siamo scelta noi.
Domani vado a comprarmi una racchetta da tennis. E non vado sola. Maledizione.
Procediamo, adagio, ma procediamo.

Marinella


Questa di Marinella è la storia vera
che scivolò nel fiume a primavera
ma il vento che la vide così bella
dal fiume la portò sopra a una stella

sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un re senza corona e senza scorta
bussò tre volte un giorno alla sua porta

bianco come la luna il suo cappello
come l'amore rosso il suo mantello
tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue un aquilone

e c'era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c'era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui pose la mano sui tuoi fianchi

furono baci furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle

dicono poi che mentre ritornavi
nel fiume chissà come scivolavi
e lui che non ti volle creder morta
bussò cent'anni ancora alla tua porta

questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose.

September 07, 2006

Io gioco


Oggi per gioco (nel senso che avevo "un'ora buca" e mi sono mischiata tra la squadra di tennis, pur di fare qualcosa... ma l'unico modo per poter cazzeggiar... ops, giocare, era dire che volevo fare il provino per entrare in squadra...) sono entrata nella squadra di tennis... e nella Varsity, mica pizza e fichi...!!!
Mi sento molto fuori luogo, molto inchiappata a giocare a tennis, soprattutto se penso che tra una settimana nemmeno inizia la pre season, which means games... Oh God! Ops, quello è inglese...
Ma non mi importa, davvero stavo iniziando ad odiare il fatto di arrivare a casa alle 3, e non fare niente fino alle 9, orario in cui vado a dormire qui. Si, lo so, tristezza!!
Ma da domani avrò tutti i giorni 1 ora di basket e 2 ore di tennis... Spero di reggere, perchè oggi sono morta... La coach ha detto che per quello che ha visto e per il poco che ho giocato tennis prima di ora, le piace come gioco, e che in un paio di settimane sarò molto brava... Ci credo poco, ma se lo dice lei!!!
Beh, ad ogni modo la coach mi ha fatto vedere la divisa della squadra Varsity, e mi ha proposto il vestitino da tennista stragnocca, bionda, dotata di gambe chilometriche, stile Sharapova. Non oso immaginare la mia espressione, ma pare sia stata sufficientemente eloquente, dato che mi ha dato una pacca sulla schiena, dicendo qualcosa tipo "Ok, don't worry, honey, I got it", e ha sfogliato velocemente le pagine, per poi mostrarmi i pantaloncini(abbastanza inguinali per i miei gusti, molto "modi ateltica")e la maglietta...
Honey, honey.
Adoro gli americani... Ti chiamano "honey" sempre e comunque, ah, o sugar, sweety. Ok, è un po' come se in Italia la gente ti chiamasse "gioia", ma è molto meno squallido... E la gente sa quanto sia squallido. Gli unici che si ostinano a pronunciare quella parola sono gli omini e le donnine che vendono sul mercato, e quando lo fanno, solitamente, la destinataria si gira con fare minaccioso oppure scoppia a ridere in faccia... eh eh eh!
Poi, Jeremy ha cambiato famiglia e scuola, quindi... CiaoCiao!
Ah e poi dato che sono nella squadra ti tennis mi hanno dato un nuovo armadietto, moooolto più capiente! Ci deve stare la racchetta, quindi è bello grosso!
Vado a docciarmi, perchè sono stanca e puzzolente

September 06, 2006

Nero

Usi il blu e fai sentire un po' di Dio o dei suoi affini.
Usi il giallo per dire che il sole non lo si può guardare in faccia. Il giallo per il potere. Il giallo per il volere.
Usi il rosso per l'incombenza del sangue, la dipendenza dal sangue, l'intraprendenza del sangue. Usi il roso per le radici.
Usi il bianco per accendere la luce.
Usi il nero per spegnerla.
Per accendere l'ombra.
Oppure li mescoli e abusi delle migliaia di nuove possibilità.
Buonanotte

Ordine, pace

Mettere ordine nella mia nuova cameretta mi mette pace. Cioè, l'ordine che ne risulta mi mette pace, s'intenda.
Sto aspettando che la dryer mi restituisca i miei vestitini asciutti. Secondo me è una roba intelligentissima. Mi piace. 1-o per gli States e palla al centro. Ad ogni modo, bando alle ciance. I miei nipotini sono fantasticamente tremendi, ne combinano una dopo l'altra, poco fa hanno allagato la cucina con del thè freddo... come hanno fatto lo sanno solo loro!
Beh, vado a prepararmi per andare a nannare, perchè qui sono le 10 PM, e domani alle 5.45 devo svegliarmi... Domani prima pedalata da casa a scuola, e la campanella suona alle 6.45...
Sono sicura che mi perderò un paio di volte...

Giochi o sei serio?


Giochi o sei serio? Sono dannate coincidenze? è una coincidenza il fatto che oggi tu sia arrivato coi capelli sciolti dopo che ieri ti ho chiesto perchè hai sempre la coda? Vorrei capire, vorrei sapere se devo smetterla di farmi dei film, o se posso sognare ancora un po'...

September 05, 2006

Oceano mare


Splendido l'Oceano, freddo. Ghiacciato. Diverso. Diverse le onde, diversa l'atmosfera. Un paradiso, un sogno.
Buonanotte

Libertà

Ed eccomi, l'ultimo dei tre giorni trascorsi a New York, col "gruppo vacanze Italia Wep"...
Giornata bellissima, quasi intravedevo la libertà, ma con un fondo di paura e dispiacere, per l'avventura che stavo iniziando, per quella che stava finendo.
Beh, ho caricato questa foto per vedere se sono capace, nonostante la spiegazione sia a prova di cretino...
Beh, posterò altre fotine, ora che sono capace!
Vado ad aiutare a preparare la cena...
Sto morendo di fame, è un interesse personale, direi personalissimo...

Primi passi...


Eccomi. Sto scrivendo il primo post del mio nuovissimo blog, anche se avevo giurato di non crearne uno. Non so esattamente cosa scrivere, anche se piano piano vi racconterò la mia vita nel deserto californiano...
Ovviamente mi sento molto fuori luogo a scrivere un blog, perchè non appena rileggerò ciò che scrivo, qualsiasi cosa sia, mi sentirò inopportuna e poco capace. Tuttavia, proverò a sospendere il giudizio.
Ma poi, a chi importa di quello che scrivo? Questa è una domanda a cui più volte ho cercato una qualche risposta plausibile, ma con ben poco successo.