Ancora una volta mi sorprendo di me stessa. Delle mie emozioni. Di cosa riesca ad emozionarmi.Cresco, o è suggestione?
Sarà che le cose inaspettate, hanno un sapore tutto diverso, sarà che quando qualcosa non è progettato, pensato, elaborato, la spontaneità regna padrona.
Spontaneità nel comportarsi e nel provare.
L’arte, che sia fotografia, ceramica, musica. Che sia riuscita, o solo “tentata” emoziona.
Le mani impiastricciate, un pedale che comanda la ruota.
Un pezzo di argilla, cambia, non è più un pezzo di argilla.
Diventa un piatto, una ciotola, un vaso, una tazza. Ecco che si assottiglia, con un movimento. Ecco che prende una forma diversa, con un altro movimento.
Il tatto, senso privilegiato.
L’argilla. Ruvida, appiccicosa, duttile.
Tu chiamale, se vuoi, emozioni.
Urlalo. Emozioni.
Emoooozioni.
Emooooziioni.
Eeeemooooziiiioooniii.
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